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Margine di contribuzione. Cos’è e come calcolarlo. | QUESTIONE DI NUMERI

Nel precedente articolo “Come distinguere i costi fissi dai costi variabili” abbiamo esaminato i costi aziendali e imparato a distinguere i costi FISSI dai costi VARIABILI.

Abbiamo detto che i COSTI FISSI sono tutti quei costi che si sostengono a prescindere dal fatturato, come ad esempio l’affitto del negozio o del capannone dove si svolge l’attività che occorre comunque ed in ogni caso pagare.
I COSTI VARIABILI invece, sono quei costi che cambiano con il variare del fatturato, quindi aumentano se vendi di più e diminuiscono se vendi di meno. Pensiamo ad esempio all’acquisto di nuovi materiali o merci o alla provvigione che l’azienda deve pagare ad un agente o rappresentante di commercio se ha procacciato nuovi contratti.

La distinzione dei costi tra fissi e variabili è importante perché, come ti spiegherò a breve, permette di calcolare un indice fondamentale attraverso il quale è possibile verificare velocemente se il fatturato di un’azienda è sufficiente a coprire i costi fissi.

Questo indice è chiamato Margine di Contribuzione.

Per determinare il MARGINE DI CONTRIBUZIONE occorre fare un calcolo semplicissimo: una volta eseguita correttamente la classificazione dei costi e individuati i costi variabili, basta sottrarre quest’ultimi ai ricavi.

Facciamo un esempio: supponiamo che hai avuto ricavi per un ammontare complessivo annuo di 100€ e costi variabili per 60€; la differenza tra 100 e 60 euro, che è appunto 40€, esprime il margine di contribuzione.

Margine di contribuzione. Cos'è e come calcolarlo.

Possiamo dire, in altre parole, che il margine di contribuzione rappresenta la parte dei ricavi che rimane per coprire i costi fissi, dopo aver coperto i costi variabili.

Perché è così importante conoscere il Margine di Contribuzione?

È importante perché:

  • Se il margine di contribuzione è maggiore dei costi fissi, significa che l’azienda sta guadagnando;
  • Se il margine di contribuzione è minore dei costi fissi, significa che l’azienda sta perdendo;
  • Se, invece, il tuo margine di contribuzione è uguale ai costi fissi, significa che l’azienda non sta né perdendo, né guadagnando.
Stato del margine di contribuzioneImplicazioni per l’azienda
Superiore ai costi fissiL’azienda realizza un profitto
Inferiore ai costi fissiL’azienda registra una perdita
Equivalente ai costi fissiL’azienda raggiunge il punto di pareggio, senza profitti o perdite

Nella mia carriera professionale, ormai più che ventennale, ho notato che sono poche le aziende che conoscono il loro margine di contribuzione e questo è il motivo per cui la stragrande maggioranza di esse finisce col fallire o, nella migliore previsione, a ritrovarsi costantemente in affanno perché o il fatturato non è abbastanza capiente da riuscire a coprire tutti i costi fissi oppure perché quest’ultimi sono troppo alti.

Non perdere tempo, la tua azienda ha bisogno di te. Adesso!

Nel prossimo articolo “Punto di pareggio. Calcolarlo in 3 mosse” scoprirai come non finire con i conti in rosso e imparerai a calcolare il fatturato minimo della tua attività che devi necessariamente realizzare affinché tu possa sostenere serenamente tutti i costi aziendali senza correre il rischio di ritrovarti con la coperta corta e con problemi finanziari.

Punti salienti

  • È fondamentale saper distinguere tra costi fissi, che restano costanti indipendentemente dal fatturato (es. affitto del negozio), e costi variabili, che variano in base al fatturato (es. acquisto di materiali). Questa distinzione è cruciale per il calcolo del margine di contribuzione.
  • Il margine di contribuzione si calcola sottraendo i costi variabili dai ricavi totali. Questo indice rappresenta la porzione di ricavi disponibile per coprire i costi fissi. Ad esempio, con ricavi di 100€ e costi variabili di 60€, il margine di contribuzione sarà di 40€.
  • Conoscere il margine di contribuzione permette di valutare rapidamente la salute finanziaria dell’azienda. Se il margine è superiore ai costi fissi, l’azienda è in profitto; se è inferiore, l’azienda è in perdita; se è uguale, l’azienda è in pareggio.
  • Monitorare il margine di contribuzione consente di prendere decisioni informate per migliorare la redditività. Ignorare questo indice può portare l’azienda a situazioni finanziarie difficili o addirittura al fallimento.
  • Molte aziende non conoscono il loro margine di contribuzione, il che può portare a fallimenti o difficoltà finanziarie. È essenziale per ogni azienda essere consapevole di questo indice e utilizzarlo come strumento di gestione e pianificazione.

Domande & Risposte

Cos’è il Margine di Contribuzione?

Il Margine di Contribuzione è un indice che permette di verificare se il fatturato di un’azienda è sufficiente a coprire i costi fissi. Si calcola sottraendo i costi variabili dai ricavi.

Come si calcola il Margine di Contribuzione?

Per calcolare il Margine di Contribuzione, basta sottrarre i costi variabili dai ricavi. Ad esempio, se hai ricavi per 100€ e costi variabili per 60€, il margine di contribuzione è 40€.

Perché è importante conoscere il Margine di Contribuzione?

Conoscere il Margine di Contribuzione è importante perché: se è maggiore dei costi fissi, l’azienda guadagna; se è minore, l’azienda perde; se è uguale, l’azienda raggiunge il punto di pareggio.

Dott. Giorgio Petrucci

Dott. Giorgio Petrucci

CONSULENTE D’IMPRESA

Sono Giorgio Petrucci e per più di 20 anni ho svolto la professione di commercialista in modo tradizionale. Ma ad un certo punto della mia carriera, mi sono reso conto che agli artigiani e ai commercianti non bastava più sapere soltanto le tasse da pagare, ma avevano bisogno di qualcosa in più.

Per questo motivo, ho smesso di occuparmi direttamente dei classici adempimenti contabili e fiscali, delegandoli al mio team e mi sono specializzato nella consulenza direzionale, un’attività, finalizzata a fornire le tecniche, le strategie e le conoscenze indispensabili per gestire bene qualsiasi business.