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Sfide e opportunità in materia di motivazione del personale: il modello di Maslow non basta più?

Se hai deciso di dedicare del tempo alla lettura di questo articolo, è probabile che tu abbia già compreso quanto sia cruciale non limitarsi a una gestione aziendale superficiale e basata sul “navigare a vista”. Oggi, l’efficacia nel business richiede un approccio ben più strutturato, basato su strategie e metodi scientificamente validati e sul lavoro di un professionista nel settore. La motivazione dei collaboratori, riconosciuta come pilastro fondamentale per il successo di qualsiasi azienda, gioca un ruolo centrale in questa dinamica.

Per anni, la piramide di Maslow è stata considerata un modello di riferimento per analizzare e comprendere i bisogni dei lavoratori. Tuttavia, con il passare del tempo, questo modello è stato messo in discussione.

In questo articolo, esploreremo le ragioni per cui la piramide di Maslow è oggi considerata in parte obsoleta e introdurremo un modello che offre una prospettiva più aggiornata e flessibile sulle esigenze umane.

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Che cos’è la piramide di Maslow?

La Piramide dei Bisogni è stata elaborata negli anni ’40 da Abraham Maslow, eminente psicologo statunitense che ha contribuito significativamente al campo della psicologia umanistica, un ramo che si concentra sull’importanza della crescita personale e del potenziale umano. Tale piramide rappresenta una delle teorie più influenti nella psicologia della motivazione. Questa gerarchia è suddivisa in vari livelli di bisogni umani, organizzati in una struttura piramidale che va da quelli più basilari a quelli più elevati e complessi.

Piramide di Maslow | Diventa Impresa

Credit: Wikimedia Commons

I bisogni fisiologici costituiscono la base della piramide. Questi sono essenziali per la sopravvivenza fisica e includono necessità come respirare, alimentarsi, bere, dormire e altre funzioni corporee. La soddisfazione di questi bisogni è prioritaria rispetto agli altri livelli perché senza di essi la sopravvivenza stessa sarebbe compromessa.

Proseguendo verso l’alto nella piramide, incontriamo i bisogni di sicurezza. Questi riguardano la ricerca di un ambiente stabile e protetto, sicurezza personale, di salute e risorse economiche. In un contesto di insicurezza, queste esigenze emergono prepotentemente, influenzando comportamenti e decisioni dell’individuo.

Il terzo livello è rappresentato dai bisogni sociali o di appartenenza. Questi bisogni si manifestano nel desiderio di relazioni interpersonali, amicizia, intimità e amore. Maslow, infatti, sosteneva che l’essere umano ha una profonda necessità di appartenere a un gruppo, di essere accettato e amato.

Al penultimo gradino troviamo i bisogni di stima, che si dividono in due categorie: stima per sé stessi, che include sentimenti di dignità, successo e indipendenza; e il desiderio di reputazione o rispetto da parte degli altri, come status e prestigio. Questi bisogni spingono l’individuo a cercare il riconoscimento sociale e l’autostima.

Infine, alla cima della piramide si situa il bisogno di autorealizzazione, che rappresenta il desiderio di realizzare il proprio potenziale e di sviluppare al massimo le proprie capacità. Questo livello include la crescita personale, l’accettazione di sé, e il raggiungimento di obiettivi personali. L’individuo aspira a diventare la persona che può e vuole essere, esplorando e esprimendo la propria creatività e talenti.

La piramide dei bisogni: una riflessione

Nella teoria dei bisogni di Abraham Maslow si evidenzia una dinamica meno lineare di quanto possa apparire a prima vista. Il fatto è che, nonostante l’apparente sequenzialità dal basso verso l’alto della piramide, i bisogni di livelli inferiori non cessano mai completamente di influenzare l’individuo, anche quando questi ha iniziato a soddisfare bisogni di livello superiore.

Quando un individuo riesce a soddisfare i bisogni basilari, come quelli fisiologici e di sicurezza, e inizia a esplorare bisogni di livello superiore, come quelli sociali o di stima, spesso si verifica una rinnovata percezione dei bisogni più elementari. Ad esempio, l’aspirazione a formare una famiglia, che appartiene ai bisogni sociali (terzo livello), può riportare in primo piano esigenze legate alla sicurezza abitativa o alla qualità del cibo, mostrando come le necessità precedenti si evolvano e si espandano in risposta ai nuovi contesti di vita.

Questo fenomeno suggerisce che la soddisfazione dei bisogni sia un processo dinamico e ciclico, piuttosto che un percorso unidirezionale. La vita di una persona può quindi essere intesa come un continuo oscillare tra vari livelli di bisogni, con esigenze che si modificano, si intensificano o si rinnovano in risposta a cambiamenti personali, professionali e sociali. Di conseguenza, anche se un bisogno viene “soddisfatto”, esso può tornare a manifestarsi con nuove sfumature o esigenze ampliate.

Questo modello di pensiero illustra una realtà più complessa e meno prevedibile rispetto a quella originariamente proposta da Maslow, evidenziando come i bisogni umani non siano statici ma in continua evoluzione e interazione.

Il modello ERG come superamento della piramide di Maslow

Il modello ERG di Clayton Alderfer rappresenta un’evoluzione significativa rispetto alla classica piramide dei bisogni di Maslow, introducendo una struttura che riconsidera e semplifica la gerarchia dei bisogni umani. Alderfer raggruppa i bisogni in tre categorie fondamentali: esistenza (Existence), relazioni (Relatedness) e crescita (Growth), rappresentate dall’acronimo ERG.

Clayton Alderfer, il padre di questa teoria, è stato uno psicologo e consulente statunitense noto per i suoi contributi in materia di motivazione umana e il suo modello si distingue per la sua flessibilità rispetto alla rigida gerarchia di Maslow. Secondo Alderfer, i bisogni umani non seguono necessariamente un ordine gerarchico fisso. Al contrario, possono essere soddisfatti in modo non sequenziale, e la soddisfazione di un bisogno può influenzare o riattivare altri bisogni in un ciclo continuo di motivazione e demotivazione. Per esempio, anche se i bisogni di esistenza sono insoddisfatti, una persona può ancora perseguire e trovare soddisfazione nei bisogni di relazione o crescita.

Un aspetto innovativo del modello ERG è l’interconnessione tra le categorie di bisogni, suggerendo che la soddisfazione di un bisogno in una categoria può influenzare direttamente gli altri due gruppi. Questa visione dinamica riflette una comprensione interdipendente delle esigenze umane, riconoscendo che i percorsi verso la soddisfazione dei bisogni possono variare ampiamente tra gli individui e nel corso della loro vita.

ERG vs piramide di Maslow: qual è il modello più efficace nella teoria della motivazione sul lavoro?

È sempre più diffusa l’opinione (sulla quale concordo) per la quale il modello ERG di Clayton Alderfer sia una teoria alternativa preferibile alla piramide dei bisogni di Maslow per diverse ragioni.

Innanzitutto, riduce i bisogni umani in tre categorie fondamentali: bisogni di Esistenza, di Relazione e di Crescita, che sono più flessibili e meno rigidi rispetto alla gerarchia a cinque livelli di Maslow. Questa riduzione permette una migliore adattabilità alle varie situazioni individuali e culturali, offrendo un approccio più dinamico alla comprensione delle motivazioni umane.

Diversamente dalla piramide di Maslow, inoltre, il modello ERG, come abbiamo visto, non impone un ordine gerarchico fisso nel soddisfacimento dei bisogni. Questo approccio rispecchia meglio la realtà di molte esperienze umane, dove i bisogni non sempre seguono un ordine lineare e possono essere fluidi e interdipendenti.

Inoltre, affronta le critiche alla piramide di Maslow relative all’universalità e alla staticità dei bisogni, proponendo una visione più realistica e pragmatica che si adatta meglio alla complessità del comportamento umano moderno.

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In conclusione

Nel contesto aziendale, strumenti come la piramide dei bisogni di Maslow e il modello ERG di Alderfer sono stati sviluppati per enfatizzare l’importanza cruciale della motivazione dei lavoratori nelle performance aziendali. Questi modelli offrono una struttura attraverso la quale le imprese possono comprendere e influenzare positivamente i fattori motivazionali interni dei loro collaboratori, sottolineando come la soddisfazione dei bisogni individuali contribuisca direttamente al successo collettivo. La motivazione, infatti, è una potente leva che può migliorare l’efficienza, aumentare la produttività e stimolare l’innovazione all’interno delle aziende. Di conseguenza, la gestione adeguata dei bisogni e delle aspettative dei lavoratori non è solo una questione di benessere personale, ma un imperativo strategico che incide direttamente sulla competitività e sulla crescita aziendale.

Considerando l’importanza della motivazione dei lavoratori per le performance aziendali, è fondamentale che le aziende intervengano in modo concreto su questi aspetti, affidando la progettazione strategica della gestione aziendale, orientata alla soddisfazione dei bisogni dei collaboratori, nelle mani di consulenti professionisti. Solo un esperto in questo campo può fornire un’analisi dettagliata delle dinamiche interne e proporre soluzioni su misura che integrino modelli motivazionali come per l’appunto il modello ERG di Alderfer. Attraverso questa collaborazione, le aziende possono implementare pratiche di gestione del personale che non solo aumentano la soddisfazione e la produttività dei lavoratori, ma guidano anche l’intera organizzazione verso un percorso di successo sostenibile nel lungo periodo.

Desideri passare dalla teoria alla pratica e sfruttare queste conoscenze per rendere più efficiente il tuo business? Contatta Diventa Impresa e ti spiegheremo come possiamo supportare la crescita della tua azienda attraverso metodologie e strategie scientifiche comprovate, accompagnate da una solida esperienza sul campo.

Punti salienti

  • Sebbene la piramide di Maslow sia stata per lungo tempo un punto di riferimento per comprendere la motivazione del personale, oggi si ritiene che sia in parte obsoleta. La sua rigida struttura gerarchica non tiene conto della complessità e della fluidità dei bisogni umani.
  • Il modello ERG raggruppa i bisogni umani in tre categorie fondamentali (Esistenza, Relazione, Crescita) anziché in una rigida gerarchia. Questo approccio più flessibile riflette meglio la realtà delle esperienze umane, consentendo una migliore adattabilità alle varie situazioni individuali e culturali.
  • Il modello ERG riconosce l’interconnessione tra le categorie di bisogni, suggerendo che la soddisfazione di un bisogno in una categoria può influenzare direttamente gli altri due gruppi. Questa visione dinamica riflette una comprensione interdipendente delle esigenze umane.
  • Data l’importanza della motivazione dei lavoratori per le performance aziendali, è fondamentale che le aziende adottino approcci strategici basati su modelli motivazionali più flessibili come il modello ERG. Affidare la gestione aziendale a consulenti esperti può garantire un’analisi dettagliata delle dinamiche interne e la proposta di soluzioni personalizzate per migliorare la soddisfazione e la produttività dei collaboratori.
  • Passare dalla teoria alla pratica richiede un impegno concreto da parte delle aziende. Collaborare con professionisti esperti come Diventa Impresa può aiutare le aziende a implementare pratiche di gestione del personale mirate che non solo aumentano la soddisfazione e la produttività dei lavoratori, ma guidano anche l’intera organizzazione verso un percorso di successo sostenibile nel lungo periodo.

Domande & Risposte


Cos’è la piramide di Maslow?

La Piramide dei Bisogni, elaborata da Abraham Maslow negli anni ’40, rappresenta una delle teorie più influenti nella psicologia della motivazione. Questa gerarchia è suddivisa in vari livelli di bisogni umani, organizzati in una struttura piramidale che va quelli più basilari a quelli più elevati e complessi.

Cos’è la teoria ERG?

Il modello ERG di Clayton Alderfer rappresenta un’evoluzione della teoria dei bisogni di Maslow. ERG è un acronimo che indica tre categorie di bisogni umani: Esistenza, Relazione e Crescita.

Qual è il migliore modello sulla teoria della motivazione dei lavoratori tra la piramide di Maslow e l’ERG di Alderfer?

Non esiste una risposta definitiva su quale modello sia migliore. In tanti, però, ritengono che l’ERG di Alderfer offra una visione più flessibile e adattabile rispetto alla rigidità della piramide di Maslow.