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Quello che davvero conta nella pianificazione fiscale e in ogni altro aspetto inerente alla gestione della tua azienda

Quando si tratta di ragionare in termini di pianificazione fiscale, molti imprenditori si trovano a domandarsi quale sia l’opzione migliore tra una Società in Nome Collettivo (S.N.C.) e una Società in Accomandita Semplice (S.A.S.). Questa incertezza può generare preoccupazioni, soprattutto in un mercato ipercompetitivo dove ogni decisione può avere un impatto significativo sull’economia aziendale.

Il problema è chiaro: non sapere quale delle due forme societarie sia più vantaggiosa dal punto di vista fiscale è spesso causa di timore nella misura in cui un’eventuale decisione sbagliata potrebbe ipoteticamente tradursi in un carico fiscale eccessivo, riducendo le risorse disponibili per investimenti futuri e innovazioni necessarie per la crescita. In un mercato così dinamico come quello di oggi, d’altronde, anche un piccolo svantaggio può fare la differenza.

In questo articolo non solo risponderemo alla domanda del lettore, ma andremo oltre, spiegando in chiusura perché la pianificazione fiscale, per quanto importante, non può essere la prima (e spesso unica) preoccupazione dell’imprenditore e quali sono i fattori davvero determinanti per il futuro di un business.

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SAS o SNC? Dal punto di vista fiscale non c’è alcuna differenza

Le società di persone, come le Società in Nome Collettivo (S.N.C.) e le Società in Accomandita Semplice (S.A.S.), condividono diverse caratteristiche in ambito fiscale, ma si distinguono per quanto riguarda il grado di responsabilità e di partecipazione alla gestione dell’impresa.

In particolare, nella S.A.S., esistono due tipi di soci: gli accomandatari, che gestiscono la società e rispondono illimitatamente con il loro patrimonio personale per le obbligazioni sociali, e gli accomandanti, che contribuiscono solo con il capitale e hanno una responsabilità limitata alla quota versata.

Nella S.N.C., invece, tutti i soci hanno lo stesso ruolo e responsabilità, partecipando alla gestione della società e rispondendo illimitatamente con il proprio patrimonio personale per i debiti sociali

In entrambi i casi, però, il reddito della società viene attribuito ai soci in base alla loro quota di partecipazione. Ad esempio, in una società con due soci che detengono ciascuno il 50% del capitale sociale, un reddito di 100.000 euro sarà diviso equamente tra i due, con ognuno di essi che dichiara 50.000 euro nel proprio reddito personale, indipendentemente dal fatto che si tratti di una S.N.C. o di una S.A.S.

Quando si parla di pianificazione fiscale, è comune cercare modi per minimizzare il carico fiscale. Tuttavia, non vi è alcuna differenza sostanziale tra una S.N.C. e una S.A.S. in termini di tassazione. Entrambe le forme societarie trattano i redditi allo stesso modo per quanto riguarda l’attribuzione e la dichiarazione dei redditi ai soci.

Uno degli approcci considerati talvolta è l’inserimento di un socio non lavoratore nella compagine sociale che, in quanto tale, non è obbligato a versare i contributi previdenziali, obbligo che invece ricade su chi svolge un’attività lavorativa all’interno dell’azienda.

Questo espediente potrebbe essere usato per redistribuire (splittare, in gergo tecnico) il reddito tra più soci, riducendo così l’aliquota fiscale complessiva pagata.

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Un semplice esempio di redistribuzione del reddito al fine di ridurre il carico fiscale

ScenarioReddito per SocioImporto Imposta per SocioImporto Imposte Totali
Pressione Fiscale
Due Soci (S.N.C. o S.A.S.)€ 60.000€ 18.440€ 36.88030,73%
Tre Soci (S.N.C. o S.A.S.)€ 40.000€ 10.640€ 31.92026,6%

Entrambe le forme societarie qui trattate appartengono alla categoria delle società di persone e, di conseguenza, i redditi relativi sono soggetti all’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF), un’imposta progressiva che prevede, per il 2024, 3 differenti aliquote per scaglioni di reddito:

  • fino a 28.000 euro, un’aliquota del 23%;
  • da 28.000,01 euro a 50.000 euro, un’aliquota del 35%;
  • oltre i 50.000 euro, un’aliquota del 43%.

Consideriamo una S.N.C. (ma, come già spiegato, possiamo fare lo stesso con una S.A.S. in quanto tra loro non presentano differenze dal punto di vista della tassazione) con un reddito di 120.000 euro suddiviso equamente tra due soci. Dunque, 60.000 euro a testa.

Calcoliamo l’imposta per ciascuno dei soci.

I primi 28.000 € vengono tassati in base all’aliquota del 23% del primo scaglione, dunque per un importo di 6.440 €. Altri 22.000 euro, che rientrano nel secondo scaglione (da 28.001 € a 50.000 €), vengono tassati al 35%, per un importo di 7.700 €. Infine, il reddito rimanente, eccedente i 50.000 euro, viene tassato con l’aliquota massima del 43%, per un importo di 4.300 €.

Sommando, 6.440 € + 7.700 € + 4.300 € = 18.440 € che, moltiplicato per due dà un totale di 36.880 €, ovvero il 30,73% di 120.000 €.

Se i soci decidessero di aggiungere un terzo socio, potrebbero redistribuire il reddito in modo tale che ciascuno di essi riceva una quota più bassa del reddito complessivo. Ad esempio, se il reddito viene diviso equamente, ognuno riceverebbe 40.000 euro.

Calcoliamo l’imposta in questo secondo caso.

I primi 28.000 € sono tassati al 23% per un’imposta di 6.440 €. Restano 12.000 €, tassati al 35%, per un’imposta di 4.200 €.

Sommando, 6.440 € + 4.200 € = 10.640 € che, moltiplicato per 3, dà un totale di circa 31.920 €, ovvero il 26,6% di 120.000 €.

Come puoi ben notare, una manovra del genere consentirebbe una riduzione non trascurabile del carico fiscale di poco più del 4%.

È fondamentale sottolineare che queste operazioni devono essere eseguite con molta attenzione. Sebbene possano non configurarsi come evasione fiscale, rientrerebbero comunque nel campo dell’elusione fiscale che da una parte è meno grave dell’evasione, ma resta comunque una pratica contestabile e può comportare conseguenze legali, finanziarie e, in alcuni casi, persino penali.

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Pianificazione fiscale: aspetti fondamentali da considerare

La pianificazione fiscale è un aspetto cruciale che deve essere considerato attentamente all’interno di qualsiasi compagine sociale. Tuttavia, la scelta della forma societaria non dovrebbe essere fatta solo in funzione della possibilità di risparmio fiscale. È essenziale partire da una chiara idea di cosa si vuole fare, il mercato in cui si opera, i rischi imprenditoriali e le responsabilità personali che si potrebbero affrontare.

La decisione tra una S.A.S. e una S.N.C. dovrebbe basarsi su una serie di fattori, tra i quali, ad esempio:

  • settore di attività. Alcuni settori possono essere più rischiosi di altri e necessitare di una maggiore protezione del patrimonio personale;
  • responsabilità personali. In alcuni casi, la scelta di una forma societaria piuttosto che un’altra può offrire una maggiore protezione contro le responsabilità personali;
  • pianificazione fiscale. Anche se, come già sottolineato, non dovrebbe essere l’unico criterio, la pianificazione fiscale gioca comunque un certo ruolo nella decisione finale.

Ad esempio, in un settore merceologico ad alto rischio, potrebbe essere più prudente scegliere una forma societaria che offra una maggiore protezione del patrimonio personale rispetto a un settore meno rischioso. La valutazione dei rischi è fondamentale per decidere quale forma societaria adottare, insieme alla considerazione delle implicazioni fiscali.

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In conclusione

Come abbiamo visto, non esiste una differenza significativa tra una S.N.C. e una S.A.S. in termini di tassazione del reddito societario. Entrambe le forme attribuiscono il reddito ai soci in base alla quota di partecipazione.

Al netto di questo, sia la pianificazione fiscale che la scelta della forma societaria richiedono un’analisi approfondita e una gestione strategica della situazione. Modifiche della forma societaria, così come qualsiasi altro intervento sull’assetto di un’impresa, devono essere eseguite e gestite in modo attento e strategico, mantenendo una visione di insieme, possibilmente tramite l’ausilio di specialisti in grado di guidare l’imprenditore evitando qualsiasi rischio legale.

Detto ciò, va evidenziato che la pianificazione fiscale non deve distogliere il management da quelli che sono gli ambiti di intervento più importanti per un’azienda che desidera migliorare realmente le proprie performance: parliamo di aspetti decisamente più strategici e organici, come l’ottimizzazione dei processi interni e l’adozione di strumenti tecnologici (a partire dai più semplici e comuni), indispensabili per innovare la gestione d’impresa. Questi interventi sono fondamentali per assicurarsi un aumento dell’efficienza operativa, una migliore gestione delle risorse e, in definitiva, un incremento dei profitti.

Affidarsi a esperti in gestione aziendale è la chiave per prendere decisioni informate e strategiche che possono portare a un significativo miglioramento della redditività e della sostenibilità d’impresa.

Per ricevere un supporto professionale e qualificato nella gestione della tua azienda, rivolgiti al team di Diventa Impresa. Siamo pronti a guidarti attraverso ogni fase del tuo percorso imprenditoriale, garantendo che ogni decisione sia basata su un’analisi approfondita e su una strategia ben ponderata.

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Punti salienti

  • Entrambe le forme societarie, Società in Nome Collettivo (S.N.C.) e Società in Accomandita Semplice (S.A.S.), trattano i redditi allo stesso modo, attribuendo il reddito ai soci in base alla loro quota di partecipazione. Questo significa che non ci sono vantaggi fiscali intrinseci nell’optare per una forma societaria rispetto all’altra.
  • Una strategia per ridurre il carico fiscale complessivo potrebbe essere quella di aggiungere altri soci, ove possibile. Questa manovra riduce l’aliquota fiscale per ciascun socio, ma deve essere eseguita con attenzione per evitare il rischio di elusione fiscale, che, pur essendo meno grave dell’evasione, resta una pratica contestabile e può comportare conseguenze legali.
  • La scelta tra una S.N.C. e una S.A.S. non dovrebbe basarsi sul potenziale risparmio fiscale. È fondamentale considerare altri fattori come il settore di attività, i rischi imprenditoriali e le responsabilità personali. Ad esempio, se la compagine sociale è costituita da 2 coniugi, oppure da genitore-figlio, potrebbe essere conveniente costituire una S.A.S. per limitare la responsabilità patrimoniale solo a uno dei soci. La protezione del patrimonio personale e le responsabilità dei soci sono elementi cruciali da valutare nella decisione.
  • In settori merceologici ad alto rischio, potrebbe essere più prudente scegliere una forma societaria che offra una maggiore protezione del patrimonio personale. La valutazione dei rischi associati al settore di attività è fondamentale per decidere la forma societaria più adatta, insieme alla considerazione delle implicazioni fiscali.
  • La pianificazione fiscale, pur essendo importante, non deve distogliere l’attenzione dagli aspetti strategici e operativi della gestione aziendale. Ottimizzare i processi interni e adottare strumenti tecnologici sono interventi fondamentali per migliorare l’efficienza operativa, la gestione delle risorse e, in ultima analisi, la redditività dell’impresa. Affidarsi a esperti in gestione aziendale può facilitare decisioni informate e strategiche, contribuendo significativamente al successo e alla sostenibilità dell’azienda.

Domande & Risposte


Paga meno tasse una SAS o una SNC?

Le società di persone, come le Società in Nome Collettivo (S.N.C.) e le Società in Accomandita Semplice (S.A.S.), condividono diverse caratteristiche in ambito fiscale. Non vi è alcuna differenza sostanziale tra una S.N.C. e una S.A.S. in termini di tassazione. Entrambe le forme societarie trattano i redditi allo stesso modo per quanto riguarda l’attribuzione e la dichiarazione dei redditi ai soci.

Quali sono i fattori fondamentali da considerare nella pianificazione fiscale?

La pianificazione fiscale deve considerare vari fattori, tra cui il settore di attività, le responsabilità personali dei soci, e la distribuzione dei redditi. È importante valutare i rischi per scegliere una forma societaria che offra una maggiore protezione del patrimonio personale, oltre a pianificare attentamente per minimizzare il carico fiscale.

Cos’è davvero importante per la gestione ottimale di un’azienda?

Per una gestione ottimale dell’azienda, è cruciale focalizzarsi su aspetti strategici e organici come l’ottimizzazione dei processi interni e l’adozione di strumenti tecnologici. La pianificazione fiscale è importante, ma non dovrebbe distogliere l’attenzione da interventi fondamentali per l’aumento delle performance aziendali, come l’efficienza operativa e la gestione delle risorse.