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Non perdere di vista il vero obiettivo di ogni imprenditore: sapere dove andare e come arrivarci sono le chiavi per il successo della tua azienda

Quando si parla di fiscalità per le imprese, è fondamentale avere una visione chiara e completa del contesto in cui si opera. Spesso, soprattutto nelle piccole realtà imprenditoriali, c’è la tendenza a considerare il carico fiscale come il problema principale, se non l’unico, che un’azienda deve affrontare. Questo approccio, per quanto diffuso, è riduttivo e rischia di distogliere l’attenzione da altre criticità che potrebbero essere altrettanto, se non più, rilevanti.

La fiscalità è solo una componente del più ampio sistema di gestione aziendale. Ogni imprenditore dovrebbe monitorare, comprendere e gestire vari aspetti della propria impresa, non limitandosi esclusivamente a questo ambito. Anche se è innegabile che la pressione fiscale in Italia sia elevata e che tutti desideriamo pagare meno tasse, ridurre i problemi aziendali a una questione puramente fiscale non è solo semplicistico, ma anche fuorviante.

Quello che desideriamo sottolineare in questa sede è che le imprese necessitano, ad oggi, di ben altro: di strategie che non puntino sul risparmio assoluto in sé e per sé (vedi, per l’appunto, la ricerca di consigli relativi a come pagare meno tasse), ma che aumentino il risparmio relativo, focalizzate quindi sull’incremento dei profitti.

Ma come si può ottenere questo risultato sul mercato odierno, decisamente più complesso e competitivo rispetto al passato?

Di certo, non ragionando in termini semplicistici.

Per raggiungere tale traguardo è fondamentale pensare non solo all’oggi, ma anche al domani, implementare metodologie di gestione mirate all’efficientamento dei processi interni, alla digitalizzazione dell’impresa e alla valorizzazione del lavoro del personale.

Ma, soprattutto, il primo obiettivo di un’impresa deve sempre essere il seguente: sapere dove sta andando, quindi qual è la propria mission, quali sono i propri obiettivi di lungo periodo. E sapere come arrivare a questi stessi obiettivi attraverso un’accurata pianificazione strategica.

Certo, si tratta di un compito tutt’altro che semplice, ma è imperativo seguire questa strada per non restare indietro rispetto ai concorrenti e per costruire un business sostenibile e profittevole.

Simili strategie, come è facile immaginare, hanno un alto livello di complessità e, nella quasi totalità dei casi, non possono essere realizzate se non con l’intervento di specialisti in materia. Pertanto, l’unico consiglio veramente valido che possiamo offrire in questo articolo è il seguente: ricerca un aiuto professionale e rivolgiti a consulenti qualificati in grado di accompagnarti nella progettazione di strategie di efficientamento ritagliate su misura per il tuo business.

Detto questo, però, non voglio lasciarti senza una risposta alla tua domanda relativa alla possibilità di risparmiare sulle tasse con una S.r.l. Pertanto, ti spiego rapidamente come stanno le cose.

Leggi anche: Pianificazione strategica aziendale (anche in tempi di crisi): ecco perché iniziare adesso

Aliquote IRPEF e IRES: comparazione tra tassazione di diverse forme societarie

La scelta della forma giuridica di un’impresa non dovrebbe mai essere fatta esclusivamente sulla base di considerazioni fiscali, bensì deve essere condotta attraverso una visione di insieme. Ad esempio, molti pensano che costituire una società a responsabilità limitata (S.r.l.) sia vantaggioso per pagare meno tasse, ma questa convinzione non è necessariamente corretta.

Ecco quello che devi sapere al riguardo.

Le società di capitali, come le S.r.l., sono soggette all’imposta sul reddito delle società (IRES), che attualmente è fissata al 24%, qualsiasi sia il valore del reddito stesso. In altre parole, è un’imposta proporzionale.

Al contrario, le società di persone, come le società in nome collettivo (SNC) e le società in accomandita semplice (SAS), nonché le ditte individuali, sono soggette all’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF), che, essendo al contrario dell’IRES un’imposta progressiva, prevede aliquote per l’appunto progressive per scaglioni di reddito.

Non intendo complicare troppo l’argomento: ti basti sapere che, fino al 2023, tali aliquote IRPEF erano suddivise in 4 scaglioni in base alla seguente tabella.

Aliquote IRPEF
Reddito ImponibileAliquota
fino a euro 15.000,0023%
da 15.001,00 fino a 28.000,00 euro25%
da 28.001 fino a 50.000 euro35%
oltre 50.000 euro43%

Nel 2024 (e solo per quest’anno), invece, gli scaglioni sono stati ridotti da 4 a 3, in base al D.Lgs. n. 216/2023, riunendo i primi due in uno solo come puoi vedere nella seguente tabella.

Aliquote IRPEF (limitatamente al 2024)
Reddito ImponibileAliquota
fino a euro 28.000,0023%
da 28.001 fino a 50.000 euro35%
oltre 50.000 euro43%

A prima vista, in base a quello che puoi leggere nelle tabelle, potresti pensare che, a parità di reddito imponibile, nella maggior parte dei casi, la S.r.l. ti consenta un risparmio in quanto l’IRES comporta un’aliquota inferiore rispetto a quella relativa al secondo e al terzo scaglione IRPEF. Tuttavia, bisogna considerare anche la tassazione dei dividendi distribuiti, soggetti a un’imposta sostitutiva del 26%. Questo significa che, dopo aver pagato l’IRES, eventuali dividendi distribuiti ai soci subiranno un’ulteriore tassazione.

Mi rendo conto che possa essere complicato orientarsi in questo ambito, per cui ti lascio qui sotto una tabella grazie alla quale potrai renderti meglio conto di come varia la tassazione di un’impresa, a parità di reddito, in funzione della tipologia e, nel caso di aziende soggette all’IRPEF, al numero dei soci.

Nel nostro caso, abbiamo preso in considerazione un’impresa con reddito annuale lordo di 100.000 €, senza considerare eventuali oneri INPS, deduzioni, detrazioni, addizionali ecc.

Tipologia d’aziendaImporto impostePressione fiscale
DITTA INDIVIDUALE (soggetta all’IRPEF)€ 35.640,0035,64%
SAS/SNC con n.2 soci al 50%€ 28.280,0028,28%
SAS/SNC con n.3 soci al 33%€ 24.920,0024,92%
S.R.L. (IRES)€ 24.000,0024,00%
S.R.L. (Dividendo)€ 19.760,0019,76%
S.R.L. (IRES + Dividendo)€ 43.760,0043,76%

Vediamo la prima casistica, ovvero una ditta individuale, nella quale, dunque, l’intero reddito fa capo a un singolo individuo.

In questo caso, in base alla tassazione IRPEF, i primi 28.000 € vengono tassati in base all’aliquota del 23% del primo scaglione, dunque per un importo di 6.440 €. Altri 22.000 euro, che rientrano nel secondo scaglione (da 28.001 € a 50.000 €), vengono tassati al 35%, per un importo di 7.700 €. Infine, il reddito rimanente, eccedente i 50.000 euro, viene tassato con l’aliquota massima del 43%, per un importo di 21.500 €.

Sommando, 6.440 € + 7.700 € + 21.500 € = 35.640 €, ovvero il carico fiscale è pari al 35,64% del reddito lordo di 100.000 €.

Restando in regime IRPEF, in caso di s.a.s./s.n.c. formata da 2 soci al 50%, a ognuno di essi farebbero capo 50.000 €.

Calcoliamo per ognuno di essi: come in precedenza, i primi 28.000 € vengono tassati al 23%, per un importo di 6.440 €. I successivi 22.000 € al 35%, per un importo di 7.700 €. Poiché il reddito del singolo non eccede i 50.000 €, nessuna porzione di reddito è sottoposta all’aliquota del 43%.

Sommando, 6.440 € + 7.700 € = 14.140 € che, moltiplicato per due (in quanto è questo il numero dei soci) dà un totale di 28.280 €, ovvero il carico fiscale è pari al 28,28% di 100.000 €.

Terzo caso, s.a.s./s.n.c. formata da 3 soci al 33%: a ogni socio fanno capo 33.333,33 €.

Vediamo la tassazione per ognuno di essi: come nei casi precedenti, i primi 28.000 € sono tassati al 23% per un’imposta di 6.440 €. Restano 5.333,33 €, tassati al 35%, per un’imposta di 1.866,66 €.

Sommando, 6.440 € + 1.866,66 € = 8.306,66 che, moltiplicato per 3, dà un totale di circa 24.920 €, ovvero un carico fiscale pari al 24,92% di 100.000 €.

Passiamo, ora, al caso dell’S.r.l. che, come abbiamo già precisato, è sottoposta all’IRES, imposta proporzionale con un’aliquota fissata al 24%.

A fronte di un reddito di 100.000 €, di conseguenza, l’IRES ammonta a 24.000 €. Tuttavia, nel caso vengano distribuiti i dividendi, questi ultimi sono soggetti, come accennato, a un’imposta sostitutiva del 26%.

Nel nostro caso, dopo aver sottratto al reddito lordo 100.000 € l’IRES di 24.000 €, restano 76.000 € che, tassati ulteriormente per l’imposta sostitutiva sopracitata, sono soggetti a un’imposta pari al 26% di 76.000 €, ovvero 19.760 € (il 19,76% del reddito lordo di 100.000 €).

Sommando le due imposte, 24.000 € + 19.760 € = 43.760 €, dunque in totale il 43,76% del reddito di 100.000 €.

Uomini d'affari che discutono seduti su una panchina | Diventa Impresa

Un’alternativa alla tassazione ordinaria delle società di capitali: il regime di trasparenza fiscale

Per completare il discorso relativo alla tassazione, in questo caso in riferimento specificatamente alle società di capitali, va aggiunto che esiste la possibilità di optare per il regime di trasparenza fiscale.

Vediamo meglio in cosa consiste.

Il regime di trasparenza fiscale è un sistema in cui il reddito di una società viene tassato direttamente in capo ai soci, in proporzione alla loro quota di possesso, indipendentemente dall’effettiva percezione degli utili o delle perdite generate dalla società. Questo meccanismo è pensato per evitare la doppia imposizione del reddito: prima a livello societario con l’IRES al 24% e successivamente al livello del socio con la sopracitata imposta sostitutiva del 26%, nel caso in cui i dividendi vengano distribuiti.

In sostanza, mentre la tassazione ordinaria per le società di capitali come le S.r.l. prevede che il reddito venga tassato direttamente in capo alla società, il regime di trasparenza consente di attribuire direttamente il reddito ai soci, analogamente a quanto avviene per le società di persone. In queste ultime, infatti, il reddito viene naturalmente imputato ai soci in base alla loro quota di partecipazione, i quali poi pagano la propria IRPEF.

È importante sottolineare che il regime di trasparenza fiscale è opzionale per le società di capitali e può essere applicato solo se vengono rispettati specifici requisiti legali.

Perché gli espedienti fiscali non salveranno (da soli) la tua impresa

Al netto delle informazioni riportate nei paragrafi precedenti, esistono poi diversi modi per ridurre il carico fiscale attraverso l’uso di strumenti e strategie lecite, naturalmente. Tra questi possiamo citare incentivi fiscali, deduzioni, crediti d’imposta e altre agevolazioni previste dalla normativa.

In questo contesto, però, è importante sottolineare che questi espedienti non sono la soluzione ai problemi aziendali. Per intenderci, se trascuri l’ottimizzazione della gestione del tuo business non saranno queste pratiche a salvare il futuro dell’impresa.

Purtroppo, si tratta di una convinzione fin troppo diffusa anche a causa della disinformazione portata avanti da numerosi nostri competitor che vogliono far credere che i problemi di un’azienda si risolvono con espedienti fiscali spesso illegali e comunque molto rischiosi, dove l’intento evasivo o elusivo si comprende molto facilmente.

E va da sé che una simile condotta può esporre l’impresa e i propri titolari a conseguenze piuttosto gravi, talvolta caratterizzate anche da responsabilità penali.

Insomma, diffida di chi ti suggerisce politiche fiscali al limite della legalità.

La pianificazione fiscale è certamente importante, e ogni imprenditore dovrebbe cercare di ottimizzare il carico fiscale in modo lecito. Tuttavia, non può essere fine a sé stessa, ma va portata avanti in un contesto più ampio di pianificazione strategica nel quale ha la priorità la comprensione di quali obiettivi si intende raggiungere e la progettazione della strategia ottimale per perseguirli.

Leggi anche: Come migliorare l’efficienza aziendale in modo efficace e sostenibile

In conclusione

La fiscalità rappresenta solo una parte del complesso mosaico della gestione aziendale. Limitarsi a vedere il carico fiscale come il problema principale può distogliere l’attenzione da altri aspetti decisamente più importanti per il successo dell’impresa. Una visione limitata a questo aspetto può risultare miope e inefficace nel lungo termine.

Ogni imprenditore deve comprendere che per prosperare nel mercato odierno, è indispensabile adottare strategie di ottimizzazione della gestione aziendale. Questo significa implementare metodologie di efficientamento dei processi interni, investire nella digitalizzazione e valorizzare il lavoro del personale. La complessità del contesto economico attuale richiede un approccio a tutto tondo che vada oltre le facili semplificazioni nelle quali, spesso, cadono gli imprenditori.

Affidarsi esclusivamente a espedienti fiscali non salverà l’impresa. È la pianificazione strategica, l’ottimizzazione delle risorse e l’innovazione continua che permetteranno di mantenere un vantaggio competitivo. Investire in una gestione aziendale ottimizzata non è solo una scelta intelligente, ma una necessità per non restare indietro rispetto ai concorrenti e costruire un business solido e duraturo.

Se desideri portare la tua azienda al livello successivo, focalizzati sull’efficienza operativa, sulla digitalizzazione e sulla valorizzazione del personale e richiedi il supporto di Diventa Impresa. Con la nostra esperienza, possiamo aiutarti a progettare strategie personalizzate per ottimizzare la tua gestione aziendale e incrementare i tuoi profitti.

Non aspettare, investi nel futuro della tua impresa oggi stesso. Contatta Diventa Impresa per una consulenza su misura e inizia a trasformare la tua visione in realtà.

Punti salienti

  • Ogni imprenditore dovrebbe concentrarsi sulla pianificazione strategica e sul controllo e monitoraggio della gestione aziendale. Questi due elementi sono essenziali per far crescere e prosperare il tuo business, molto più di quanto lo sia la semplice riduzione delle tasse.
  • Limitarsi a vedere la fiscalità come il problema principale della tua azienda è miope. Una gestione aziendale di successo richiede una visione d’insieme che consideri la digitalizzazione, l’ottimizzazione dei processi e la valorizzazione del personale.
  • La scelta della forma giuridica, come una S.r.l. rispetto a una ditta individuale, non dovrebbe basarsi solo su considerazioni fiscali. Anche se l’IRES può sembrare in alcuni casi meno pesante rispetto all’IRPEF, la tassazione dei dividendi può ribaltare questa percezione.
  • Le strategie di efficientamento aziendale sono complesse e spesso richiedono l’aiuto di professionisti qualificati. Un consulente esperto può aiutarti a implementare soluzioni su misura per migliorare la tua gestione e incrementare i profitti.

Domande & Risposte


La forma societaria può influire sul carico fiscale di un’azienda?

Sì, la forma societaria può influire sul carico fiscale di un’azienda. Le S.r.l. sono soggette all’imposta sul reddito delle società (IRES) al 24%, mentre le società di persone e le ditte individuali sono soggette all’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) con aliquote progressive. Sebbene la S.r.l. possa sembrare vantaggiosa a prima vista, bisogna considerare anche la tassazione dei dividendi distribuiti, che sono soggetti a un’imposta sostitutiva del 26%, rendendo complessivamente meno conveniente questa forma giuridica rispetto alle aspettative iniziali.

La riduzione del carico fiscale è l’elemento più importante per il successo di un’impresa?

No, la riduzione del carico fiscale non è l’elemento più importante per il successo di un’impresa. Affidarsi esclusivamente a strategie di risparmio fiscale senza considerare altri aspetti cruciali della gestione aziendale può portare a una gestione miope e inefficace.

Quali sono gli elementi principali per una gestione aziendale efficace?

Gli elementi principali per una gestione aziendale efficace includono l’innovazione, l’efficienza, l’implementazione di metodologie di efficientamento dei processi interni, l’investimento nella digitalizzazione e la valorizzazione del lavoro del personale. È fondamentale adottare una visione a tutto tondo che vada oltre le facili semplificazioni e consideri tutti gli aspetti cruciali della gestione aziendale.